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LE FRATTURE DIAFISARIE DELL' OMERO

Le fratture diafisarie dell’ omero

 

Rappresentano circa il 3% delle fratture nei bambini di età inferiore ai16 anni

 

Sono il risultato di un trauma diretto a carico della diafisi

Possono essere suddivise in

  • Trasverse
  • Spiroidi

 

Le fratture patologiche sono per lo più dovute alla presenza di una cisti solitaria dell’ osso

 

Neonati e bambini fino ai 3 anni hanno una grande capacità di rimodellamento delle deformità tanto che anche quelle con angolazione di 45° si rimodellano con la crescita

 frattura di omero in un neonato trattata con bendaggio senza riduzione. Notare come a distanza di tempo non si riesce più a vedere il sito della frattura

Bambini più grandi hanno un certo potenziale di rimodellamento comunque la Letteratura raccomanda di rimanere a meno di 30°di angolazione per le fratture del 1/3 prossimale, a meno di 20° per quelle diafisarie e meno di 15° per quelle del 1/3 distale per poter proporre un trattamento conservativo.

 

 Queste indicazioni sono legate comunque più ad un aspetto cosmetico che funzionale

 

Trattamento incruento

 

Le fratture della diafisi possono mantenersi ridotte per il solo effetto della gravità.

Un’ angolazione in varo è facile possa verificarsi ed in tal caso bisogna sorvegliare che non superi i 20°

Una sovrapposizione dei monconi può verificarsi e ci si può aspettare un iperaccrescimento di circa 1 cm.

 

La maggior parte delle fratture possono essere trattate conservativamente,

alcuni pazienti comunque richiedono una terapia chirurgica sia per un’ impossibilià a mantenere una riduzione soddisfacente sia per la presenza di lesioni dei tessuti molli o per la presenza di concomitanti fratture.

 

Trattamento chirurgico

 

 Le soluzioni chirurgiche comprendono:

  • pinning con fili di Kirschner
  • fissatore esterno,
  • inchiodamento endomidollare
  • viti,
  • placche.

 

L’ osteosintesi endomidollare in età pediatrica fu per prima descritta da Autori francesi a cavallo tra la fine degli anni ‘70 ed I primi anni ‘80. Fu presto accettata dalla comunità scientifica internazionale come un metodo semplice da applicare e vantaggioso in termini di rapido recupero funzionale e di guarigione della frattura.

 

 

 

Tecnica Chirurgica dell’ inchiodamento endomidollare elastico

 

2 chiodi elastici introdotti al di sopra della zona di accrescimento posti  “faccia a faccia”

diametro del chiodo= 30% del diametro midollare

I Chiodi vengono curvati con il massimo della curvatura a livello del sito di frattura

 

 

 

Esempio di trattamneto con chiodi elastici: pre op, post op, dopo 4 mesi dall'intervento: si noti come la curvatura dei chiodi è a livello della frattura.

 

Uno stupor del nervo radiale si può verificare quando il sito di frattura è a livello del passaggio tra 1/3 medio e 1/3 distale

Può essere dovuto ad uno stiramento occorso durante le manovre di riduzione con completo recupero nell’ arco di 3-4 mesi.

Se dopo un periodo di 6 mesi non vi fosse ripresa e l’ EMG non dimostra progressi un’ esplorazione a cielo aperto  ed eventualmente una riparazione chirurgica potrebbe essere necessaria

 

Conclusioni

 

Considerando i risultati ottenuti ed il basso numero di complicazioni che possono essere tecnica dipendente, in accordo con la Letteratura, possiamo affermare che l’ inchiodamento endomidollare è semplice, sicuro ed efficace in età pediatrica.

Il confronto tra il tempo di guarigione di pazienti trattati con fili di Kirshner e con chiodi endomidollari è  a favore di questi ultimi.

Con l’ esperienza dell’ utilizzo di questo metodo l’ esposizione alle radiazioni con l’ amplificatore di brillanza durante la riduzione della frattura si riduce sensibilmente.

Inoltre si evitano i ripetuti controlli radiografici che si effettuano nel corso del trattamento incruento.

L’utilizzo di questa metodica determina un più rapido periodo di guarigione, evita danni ai tessuti molli quando comparato ad altre tecniche chirurgiche

Va sottolineato come l’ utilizzo dei chiodi elastici endomidollari permette un più rapido ritorno alle attività quotidiane e l’ immobilizzazione è limitata al solo immediato periodo post operatorio con risultati eccellenti nella ripresa delle attività.

 

Per chi volesse vedere un caso trattato con chiodi endomidollari elastici

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