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MAMMA MI FA MALE IL GINOCCHIO! E' IL MORBO DI OSGOOD-SCHLATTER

Nei bambini della fascia di età compresa tra i 11 e gli 13 anni spesso insorge un dolore al ginocchio con una conseguente zoppia che limita i movimenti e l’ attività fisica.

Il dolore viene localizzato a livello della superficie anteriore del ginocchio o alla tibia all’ inserzione distale del tendine rotuleo.

Spesso la “colpa” viene attribuita ad un trauma ma la causa è un’ altra:  è la Malattia di Osgood-Schlatter (dal nome dei medici che per primi l’ hanno descritta) o osteocondrosi dell’ apofisi tibiale anteriore.

 

La malattia fa parte della grande famiglia delle malattie che colpiscono i nuclei d’ accrescimento in età pediatrica (osteocondrosi appunto) e che, in questo caso, non determina nessun danno permanente in età adulta ma risulta dolorosa per il periodo in cui la malattia si manifesta.

 

Avviene spesso in soggetti con un più importante impegno sportivo, ma avviene anche in ragazzi che non praticano sport. 

 

La causa, come dicevamo, è legata ad un temporaneo “black out” dell’ apporto sanguigno a carico del nucleo d’ accrescimento dell’ apofisi anteriore della tibia.

Questo momento della vita, che spesso coincide con un picco di crescita, in soggetti che praticano sport, può aumentare il rischio di sviluppare tale problematica.

 

Il “picchiettare” con un dito la zona dell’ apofisi tibiale anteriore evoca il dolore e, in alcuni casi, questa parte si “appuntisce” e risulta più “sporgente” rispetto al ginocchio sano. Tale anomalia estetica può rimanere anche una volta che il problema si è risolto, in età adulta.

 

La diagnosi è per lo più clinica e le radiografie per arrivare ad una diagnosi non sono necessarie in una prima fase.  Il nucleo d’ accrescimento dell’apofisi anteriore della tibia si fonde con il resto dell’ osso della tibia intorno all’ età di 14-15 anni.

Quando un esame radiografico viene effettuato nei bambini affetti dalla malattia di Osgood-Schlatter spesso si rilevano i segni della patologia: rimpicciolimento del nucleo, una sua frammentazione o una sua maggiore lucentezza a seconda del periodo da cui data la problematica. Un’ ecografia può essere una valida alternativa alla radiografia se eseguita da un radiologo esperto.

 

Il dolore si accentua e peggiora dopo l’ attività fisica e provoca dolore, zoppia, atteggiamenti anomali nel camminare in quanto il soggetto ricerca una strategia di appoggio che lo preservi dal sentire dolore e che si traduce in un cammino anomalo, spesso causa di preoccupazione nei genitori.

 

I maschi sono colpiti più frequentemente delle femmine.

In circa il 10% dei casi la forma inizia da un lato e poi diventa bilaterale.

Il lato sinistro è più colpito del destro (soprattutto se il soggetto è destrimano)

 

La durata del Morbo di Osgood-Schlatter è variabile e va dai 12 ai 24 mesi a seconda se il problema viene riconosciuto ed adeguatamente trattato o se viene sottovalutato e trascinato nel tempo.

 

La terapia che va impostata è quella di aggredire con farmaci a livello locale il problema. Le medicine per via orale non arrivano in concentrazioni necessarie ad alleviare il dolore in un distretto periferico e poco vascolarizzato.

Il riposo e l’ applicazione di ghiaccio locale sono utili in fase acuta.

Le pomate o i cerotti contenenti anti infiammatori a lento rilascio sono efficacy nel dominare infiammazione e dolore.

 

Fondamentale è rendere edotti i ragazzi, i genitori e …gli allenatori che tale problema si risolverà in un certo arco di tempo e che i carichi di allenamento dovranno essere alleggeriti onde facilitare una più rapida risoluzione.

 

La pratica dello sport del calcio sollecita in maniera più importante rispetto ad altre discipline tale regione e, la più temibile, seppur, per fortuna, molto rara complicanza estrema, è rappresentata dal distacco dell’ apofisi tibiale anteriore che richiede un intervento chirurgico di riposizionamento e sintesi dell’ osso.

Fortunatamente la grave complicanza descritta è rara ma questo è il motivo per cui molti medici precludono in modo assoluto l’ attività sportiva nel periodo in cui la malattia è presente.

 

Sarà da mettere in conto che il giorno seguente ad un impegno fisico i dolori potranno farsi più importanti e fanno parte del quadro.

 

Molto importante, nella terapia, è quello di eseguire degli esercizi di stretching del quadricipite quando il soggetto non presenta dolore onde diminuire l’ azione di trazione che il tendine rotuleo  può determinare sulla parte colpita dalla problematica.

  

In conclusione, ci troviamo davanti ad una malattia che si presenta con un’ insorgenza graduale e subdola che colpisce prima un ginocchio e, in qualche caso, arriva a colpire anche l’ altro.

La radiografia non è necessaria per porre la diagnosi ma andrà eseguita qualora le terapie non abbiano l’ effetto desiderato onde escludere la presenza di altre patologie che, inizialmente, potrebbero far supporre la Malattia di Osgood-Schlatter.

 

Non si tratta di una “tendinite” come spesso, ed erroneamente, viene classificata da allenatori e persone inesperte, pertanto NON VANNO MAI PRATICATE INFILTRAZIONI CON CORTISONICI  nè con altri farmaci.

 

La terapia consiste sostanzialmente nel riposo, ghiaccio locale, raramente è necessario ricorrere ad un periodo di immobilizzazione con apparecchio gessato.

 

Le attività sportive andranno ridotte ed alleggerite ma possono non essere sospese a patto che vengano ben chiariti i comportamenti che il ragazzo deve adottare nei confronti della problematica soprattutto nei giorni successivi ad un’ attività ginnico sportiva.

 

La Malattia di Osgood-Schlatter comunque è benigna, non lascia esiti, una volta risolta (ad eccezione della sporgenza della apofisi tibiale più accentuate in alcuni pazienti) e non determinerà nessun ulteriore problema una volta esaurita senza nessuna limitazione alle attività e allo sport per il resto della vita.

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